Aggiornato il 22 agosto 2026. Il bollo sulle fatture elettroniche è uno degli errori più frequenti per forfettari e professionisti: non basta sapere che esiste un’imposta da €2. Bisogna capire quando si applica, come viene rilevata dall’Agenzia delle Entrate e quando va versata.
Quando scatta il bollo da €2
L’Agenzia delle Entrate indica tra le condizioni rilevanti le fatture con operazioni senza IVA e importo complessivo superiore a €77,47, salvo i casi specifici di esclusione previsti dalla normativa. Nel file XML il bollo virtuale va correttamente indicato quando dovuto.
Per ogni fattura elettronica sulla quale è indicato l’assolvimento del bollo, l’Agenzia determina un importo dovuto di €2.
Gli elenchi A e B: perché devi controllarli
Per ogni trimestre l’Agenzia elabora le fatture transitate dal Sistema di Interscambio e mette a disposizione due elenchi nel portale Fatture e Corrispettivi.
- Elenco A: contiene le fatture nelle quali il bollo è già stato indicato. Non è modificabile.
- Elenco B: contiene le fatture nelle quali il bollo non è stato indicato ma per cui l’Agenzia rileva i presupposti. Questo elenco può essere modificato entro i termini previsti.
Se non modifichi l’elenco B, l’Agenzia considera confermate le fatture proposte. Questo è il motivo per cui un buon software di fatturazione non deve limitarsi a “mettere il bollo”, ma dovrebbe aiutarti a controllare le operazioni che lo richiedono.
Scadenze 2026
Per il primo trimestre 2026 la scadenza ordinaria è caduta il 1° giugno 2026. Se l’importo dovuto per il primo trimestre non supera €5.000, il versamento può essere differito al 30 settembre; se il totale del primo e secondo trimestre non supera €5.000, può essere differito al 30 novembre, secondo le regole indicate dall’Agenzia.
Per il quarto trimestre il pagamento cade normalmente entro la fine di febbraio dell’anno successivo; nel 2026, per il quarto trimestre 2025, la scadenza è stata il 2 marzo.
Come si paga
Il pagamento può essere effettuato dal portale Fatture e Corrispettivi indicando l’IBAN del conto intestato al contribuente, oppure tramite il modello F24 telematico predisposto dall’Agenzia. I codici tributo cambiano in base al trimestre.
Gli errori più comuni
- Dimenticare il bollo su una fattura sopra €77,47 quando dovuto.
- Applicarlo automaticamente a qualsiasi fattura sopra soglia, senza controllare la natura dell’operazione.
- Non verificare l’elenco B.
- Confondere la presenza del bollo nella fattura con il pagamento effettivo dell’imposta.
- Usare un software che segnala il bollo ma non aiuta a gestire scadenze e riepiloghi.
Che cosa deve fare un buon software
Per un forfettario o un professionista, il software ideale dovrebbe almeno segnalare quando la soglia è superata, valorizzare correttamente il bollo virtuale, mantenere uno storico delle fatture soggette a imposta e rendere semplice il confronto con i dati dell’Agenzia.
Se stai scegliendo il programma, trovi il confronto completo nella guida al miglior software di fatturazione elettronica per forfettari.
FAQ
Il bollo è sempre dovuto sulle fatture sopra €77,47?
No. La soglia è una delle condizioni, ma va considerata anche la natura dell’operazione e l’eventuale presenza di specifiche esclusioni.
Chi paga materialmente il bollo?
L’obbligo di assolvimento ricade sul soggetto che emette la fattura nei casi previsti. L’eventuale addebito economico al cliente è un tema distinto dalla corretta gestione dell’imposta.
Il software paga automaticamente il bollo?
Non necessariamente. Alcuni software aiutano nel calcolo e nei promemoria, ma il pagamento va verificato nelle modalità previste dall’Agenzia.
Contenuto informativo: per casi dubbi verifica sempre con il tuo consulente fiscale.